Cancellazione degli sprechi, riduzione dei consumi energetici, ma anche approvvigionamento a fonti rinnovabili e ricorso al riuso e al riciclo. Sono tante le azioni a disposizione dell’uomo in grado di portare alla realizzazione di quel tipo di economia “verde” (e che oggi aspira a diventare “blu”) in grado di portare a una diminuzione della produzione di rifiuti, dell’emissione di CO2 e al raggiungimento di una situazione di sostenibilità ambientale che giovi non solo alla salute ma anche all’economia, nazionale e mondiale.

La produzione, l’uso e lo smaltimento della plastica in numeri

Ma quanta strada c’è ancora da fare prima che si arrivi a un reale cambiamento? Stando ai numeri, tanta. Secondo una recente ricerca del WWF, nel Mar Mediterraneo sono 570mila le tonnellate di plastica che finiscono ogni anno in acqua, l’equivalente di 33mila bottigliette al minuto. L’Italia, poi, è il maggiore produttore di manufatti in plastica dell’area mediterranea e il secondo più grande produttore di rifiuti: genera quasi 4 MT di rifiuti l’anno.

A questo si aggiunge, a livello globale, la questione dello smaltimento: secondo un recente studio di Tearfund, l’incenerimento della plastica, se fatta da strutture poco adeguate per il recupero e il riciclo del materiale, causerebbe la produzione di 4,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra, pari alle emissioni di 2 milioni di automobili.

 

Il mondo degli imballaggi ecologici

Tuttavia, questi dati poco rassicuranti non ci devono far pensare che tutto sia perduto. L’industria degli imballaggi sta infatti sempre più mettendo in campo prodotti e soluzioni che possano tenere conto di due obiettivi fondamentali: creare imballaggi funzionali e, allo stesso tempo, rispettosi dell’ambiente perché ecologici.

É questo il caso di un prodotto innovativo e pienamente ascrivibile tra gli imballaggi ecologici oggi presenti sul mercato: stiamo parlando di cushionPaper™, che si presenta come il miglior sostituto alla plastica (film a bolle, polistirolo e poliuretano) per avvolgere e proteggere i prodotti da spedire, oltre che per riempire gli spazi vuoti che si vanno a creare tra questi e le scatole che li contengono.

 

Performance, queste, che vanno di pari passo con il pieno rispetto dell’ambiente e che rendono cushionPaper™ la scelta migliore tra gli imballaggi ecologici presenti sul mercato. Tra questi, infatti, ne esistono molti che sostituiscono le tradizionali materie plastiche (quali film a bolle, patatine in polistirolo, poliuretano espanso e  cuscini d’aria) con prodotti elaborati o estratti da sostanze presenti in natura: basti pensare ai sacchetti in pluriball di plastica riciclata o alle patatine a base di amido di mais o di piselli e acqua o, ancora, ai  cuscini d’aria composti da amido di mais o da additivi che accelerano la decomposizione del materiale del 50%. Materiali, questi, che sono tuttavia costosi e che, in alcuni casi, non consentono di raggiungere le performance desiderate.

cushionPaper™, tra i più economici imballaggi ecologici sul mercato, vince la sfida dell’ecocompatibilità e della funzionalità: a parità di volume, infatti, riduce le emissioni di CO2 e le problematiche legate allo smaltimento. Qualche numero? Rispetto al polistirolo (EPS), infatti, è composto di materiale 100% riciclato e riciclabile, produce solo 16 kg di CO2 per M3 rispetto ai 64 kg del polistirolo (EPS) e ha un costo di smaltimento pari a 2,8 Euro per tonnellata rispetto ai 18 Euro del polistirolo (EPS).

Non solo. Oltre a essere prodotto con carta riciclata e riciclabile, e quindi perfettamente inserito in un contesto di economia circolare, la materia prima utilizzata per produrre cushionPaper™ è certificata FSC®. Ciò significa che chiunque si serva di cushionPaper™ ha la garanzia che il prodotto che sta utilizzando è realizzato in carta (e per altri prodotti certificati FSC® anche in legno) derivante da foreste gestite in maniera responsabile.

 

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